Counseling e sostegno

Le consulenze psicologiche (counseling o counselling) costituiscono un breve intervento, solitamente composto da uno a dieci incontri, inerente a problematiche attuali e circoscritte. Durante gli incontri sarà possibile riflettere con un professionista sulle difficoltà incontrate, comprendendo meglio le caratteristiche della situazione e aumentando la consapevolezza su di (modalità di pensare e agire, bisogni e risorse). Questo significa che lo psicologo non darà delle soluzioni né dei consigli, ma aiuterà la persona a prendere le decisioni autonome più appropriate in base alle nuove conoscenze sull’ambiente esterno e sul proprio mondo interno.


NB.  La sentenza 16562/16 della Corte Suprema di Cassazione specifica che il counseling è un’attività tipica della professione dello psicologo. Di conseguenza, attualmente chi dichiara di fare counseling e non è uno psicologo sta commettendo esercizio abusivo di professione (con ricadute rilevanti sulla qualità della prestazione, potenzialmente dannosa. Per esemplificare, sarebbe come farsi operare da un avvocato).


Il sostegno psicologico si conclude in un numero di incontri contenuto e consiste nel supporto per alleviare un disagio e reagire alle avversità. La sofferenza, esprimibile anche con dei sintomi, può essere sia di natura psichica sia di natura fisica. Attraverso una relazione empatica e non giudicante, lo psicologo aiuta la persona a elaborare le difficoltà e potenziare le capacità di fronteggiare la situazione stressante (effettuando cambiamenti o sapendosi adattare), con ricadute sulla qualità di vita, sull’autostima e sull’autoefficacia


NB. Il trattamento di disturbi mentali volto alla “cura” è compito dello psicoterapeuta, lo psicologo può però facilitare il miglioramento della qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie. Allo stesso modo, la prescrizione di farmaci è un’attività tipica ed esclusiva del medico (in questi contesti tipicamente lo psichiatra).


Le consulenze e i colloqui di sostegno possono riguardare sia il singolo sia le coppie e le famiglie. Alcune circostanze che possono fare emergere il bisogno di uno dei due interventi sono:

  • Cambiamenti nella propria vita (es. separazioni, lutti, inizio o perdita di un lavoro, cambiamenti dell’organizzazione familiare, fare delle scelte)
  • Cambiamenti nello stato di salute proprio o una persona vicina
  • Cambiamenti di ruolo e dell’immagine di sé (es. entrata nell’età adulta, diventare un professionista, diventare -o tentare di diventare- genitore, accudire, menopausa, pensionamento)
  • Relazioni difficili (es. litigi, aspettative non soddisfatte, tradimenti, difficoltà comunicative, progetti discordanti)
  • Problematiche relative all’intimità e la sessualità (include aspettative rispetto all’orientamento sessuale)
  • Disagio rispetto all’identità e ruolo di genere (include difficoltà nel percorso di transizione)
  • Difficoltà scolastiche (es. orientamento, superamento esami, organizzazione dello studio, prospettive future)
  • Difficoltà lavorative (es. relazioni gerarchiche, mantenimento del posto di lavoro, soddisfazione lavorativa, gestione del tempo libero, ambizioni, presa di decisioni)
  • Difficoltà relazionali (es. creazione/mantenimento di rapporti amicali, appagamento, comunicazione, stare in gruppo)
  • Situazioni pericolose (es. violenze/abusi/maltrattamenti -di natura fisica, psicologica, sessuale. Include violenza domestica-, stalking, mobbing)
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